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Neishi

 
 
 
 

15 ottobre 2012

Oggi caldo tropicale, certo siamo in Primavera, fresco per gli indigeni.
Giorno adatto per la purificazione alla cascata, una delle terapie previste e prescritte dalle Entità. Una terapia veramente piacevole in un giorno come oggi, soprattutto pensando che nella nostra città si accendono i riscaldamenti.
Occorre avere il permesso, che nessuno controlla, un permesso interiore, come tutto qua, nulla sfugge alle Entità, non c'è bisogno di controllo materiale. Devono essere passati almeno tre giorni da un intervento visibile o invisibile. La cascata si può raggiungere in taxi oppure a piedi, dipende dalle tue forze. Io vado a piedi con il piacere di una passeggiata nella natura.

Raggiunta la Casa si imbocca un sentiero da un arco in legno come una porta aperta, scritto in tutte le lingue (no in Italiano) si avvisa che occorre avere il permesso per accedere, che non è permesso fotografare e che non si può stare sotto la cascata per più di 5 minuti.

Percorro dunque una strada di terra rossa che scende dalla collina in una vegetazione desertica, naturalmente accompagnata da un cane. I cani non mancano mai sono compagni ovunque nella Casa e nel villaggio, non sono di nessuno ma sono di tutti, a volte qualcuno li cura per un periodo a volte sono loro che si prendono un padrone. Nessun guinzaglio ma ciotole d'acqua e di cibo davanti a molte case. Gli ospiti occidentali spesso si occupano di loro in caso di necessità li portano dal veterinario o li fanno sterilizzare o acquistano collari antipulci. In genere sono socievoli come questo che mi accompagna sia all'andata che al ritorno per poi sparire senza ricompensa dopo aver assolto il proprio compito.  Qui nessuno ti chiede denaro per le cure, la ricompensa non è sul piano commerciale. Perfino i numerosi venditori di abiti, di pietre semi-preziose non insistono non offrono, devi chiedere.
Si fermano auto per offrirti un passaggio ed i pedaggi dei taxi sono decisi dalle Entità. Tutti i prezzi sono molto contenuti, ristoranti compresi.
A volte ci sono spettacoli offerti da artisti di passaggio, come questa sera.

Sulla strada per la cascata non ci sono altre persone, molti preferiscono il taxi, molti hanno difficoltà a camminare. Godo questa solitudine, qui è difficile essere soli, sempre in mezzo ad una folla, anche se silenziosa e alla Posada sempre insieme ad altri ospiti.
La natura non è particolarmente bella, alcuni tratti di vegetazione sono bruciati. Odore di terra e di arbusti, rari fiori coloratissimi sorprendono.
Suono di cicale, canti acuti e voli improvvisi di piccoli uccelli verdi.
Dopo 20 minuti di cammino intravedo il piccolo sentiero che porta alla cascata ed ai suoni si aggiunge un fischio, forse effetto del vento.
Tutto è molto vivo. Passo un piccolo cancello, alcuni uomini aspettano e mi fanno cenno di passare, ci sono già altre donne. Solo quando le donne, me compresa, saranno uscite dal cancello gli uomini entreranno.
Tutto è regolato senza una apparente organizzazione, il caso organizza perfettamente, è sufficiente affidarsi.
Come mi diceva qualcuno questa mattina: “lanciati e comparirà la rete”.

Il sentiero scende alla cascata, piccola, intima, segreta, appena un getto d'acqua tra le rocce ma certo sorprendente in un luogo così arido.
Tocco timidamente la cascata, fredda! Penso alla mia richiesta, parlo all'acqua ed entro, sotto al getto non più così freddo ma piacevole, una carezza. Pochi minuti e via, le altre donne mi aspettano.
Risalgo per lasciare il posto a chi è in attesa, mi fermo sulle panche ed ascolto i suoni di questo luogo così speciale, il corpo rilassato, dormirei.
Risalgo a fatica, come avessi fatto un grande sforzo fisico e non una piccola passeggiata.
Mi siedo nel giardino della Casa e aspetto il tramonto.
Mi sto adeguando ai ritmi brasiliani, riesco anche a non fare nulla senza preoccuparmene. Qui dicono che noi siamo sempre di fretta e non abbiamo tempo di occuparci della cosa più importante: del nostro spirito.

 

 
 

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