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Non cercare chi ti possa guarire, solo tu hai questo potere

[Panorama, 24 ottobre 2012. Articolo di Graziella Cortassa]


Nelle nostre cellule è inscritto l'equilibrio, il corretto funzionamento, quindi noi sappiamo come  guarire, almeno a livello cellulare.
Abbiamo la responsabilità della nostra vita, salute, benessere.
Nel presente momento culturale  questo messaggio è sempre più diffuso e spesso viene frainteso: la responsabilità è la libertà, è il potere di cambiare , non la colpa impotente e paralizzante.
Ognuno ha il grande potere di determinare chi e come sarà domani o tra un attimo.

La responsabilità riguarda  noi ed il nostro ambiente in quanto non siamo separati ma viviamo in un  sistema energetico aperto ed iter-attivo che continuamente scambia materia ed energia.
La guarigione non è dunque un fatto solo individuale, occorre creare le condizioni della guarigione:
l'etica, il rispetto per la terra e gli altri esseri come per il proprio corpo, curare i sentimenti,  la consapevolezza e l' onestà con sé stessi, i pensieri , la gratitudine, far nascere in sé l'amore e coltivarlo perché fiorisca e ci liberi dal vissuto di essere soli.
Abbiamo tutti sperimentato l'amore incondizionato, per un figlio, un nipote, un animale...ma quanti per sé stessi?  C'è un pudore, una colpa, un peccato di egoismo nell'amarsi, nell'essere felici.
Realizzare che non si può fare niente di più per gli altri che essere felici, ci libera dalla colpa, dalla solitudine e dalla malattia. Essere amati certo ci aiuta, ma provare amore ci cambia la vita, fa scaturire una cascata di neurotrasmettitori, potenzia l'immunità, ci migliora, ci guarisce e con noi tutto ciò che è connesso con noi, vale a dire tutto. Le onde di un lago o di un campo di energia si propagano anche oltre la nostra percezione fisica.

La malattia ci insegna:
è la miglior soluzione del nostro  sistema biologico per la sua sopravvivenza , è un segnale che ci   sollecita a farci carico di qualcosa che non vogliamo vedere nella nostra sofferenza.  
Per leggere questa esperienza e renderla fruibile per il cambiamento, la nostra consapevolezza deve essere purificata dall'ignoranza, liberata dagli schemi distruttivi, equilibrata nella sua energia.

Mente, corpo, spirito non sono separati ,sono come una proiezione:
immaginiamo un proiettore come quello che ricordiamo nella nostra infanzia, spesso sullo schermo compariva un'ombra , solo i bambini cercavano di pulire lo schermo ma gli adulti ne ridevano, la polvere non era da pulire né sullo schermo, né nel fascio di luce ma alla fonte.
Non rimaniamo nell'illusione: quello che proiettiamo sul corpo proviene dal nostro spirito.
La Realtà, quella che appare sullo schermo, è un riflesso, ma cosa concorre a produrre il riflesso?

La nostra storia, quello in cui crediamo, gli schemi mentali, le nostre emozioni, i nostri pensieri.
Se solo li potessimo cambiare saremmo liberi gestori della nostra realtà.
Dubbio, e paura limitano il naturale potere dell'uomo : cosi legato alle  credenze del tipo “io sono uno che ...”, all'idea di sé  tanto da non potersene separare, tanto da ammalarsi e soffrire piuttosto che cambiare e migliorare la sua vita.
Nonostante la  neuro-plasticità del nostro cervello, ci predisponga al cambiamento necessario  per la sopravvivenza, noi siamo prigionieri di noi stessi.  La legge universale è l'impermanenza, il fluire e noi viviamo aggrappati ad una goccia d'acqua in cima ad una cascata. Ripetiamo schemi, spesso appresi, per generazioni, ripetiamo finchè un atto creativo ci libera e , con noi, le generazioni future e quelle passate un “libera tutti”.

Siamo volontari ed inconsapevoli prigionieri di CREDENZE collettive, codici morali, culturali che spesso non ci appartengono ma abbiamo  appreso come:

  • la malattia è un nemico da combattere
  • la sofferenza è una colpa da scontare
  • sono colpevole di essere malato
  • me lo sono voluto,
  • la vita non è gratis, c'è un prezzo da pagare
  • non posso guarire
  • mi sento in colpa/ o dò la colpa ad altri della malattia , il risentimento
  • non merito di stare bene, essere felice
  • sono la vittima impotente (ed arrabbiata)
  • ci vuole un cambiamento esterno (di cui non sono artefice) prima di quello interno


e di NON DETTI come:

  • non voglio vivere
  • se sono malato tutti si occupano di me
  • ti dimostro che non posso guarire
  • se sono malato non posso lavorare né assumermi responsabilità

Accecati dal riflesso che chiamiamo realtà e che noi stessi abbiamo creato, dimentichiamo di avere il potere di cambiarlo. Purificare la mente, lo spirito dalle nostre ombre ci riporta alla nostra condizione naturale di creatori della realtà.
La purificazione dell'intenzione, la conoscenza di noi  è il lavoro paziente ,quotidiano,affascinante che porta a far coincidere intenzione e realtà.
Immaginiamo di lanciare una palla contro un muro, se la palla non rimbalza nelle nostre mani, pensiamo forse che qualcuno ,dentro al muro, abbia deviato intenzionalmente il nostro tiro?
Realizziamo piuttosto di aver apportato una angolazione inconsapevole al lancio e rapidamente la correggiamo, cioè impariamo a migliorare,  ad avvicinarci a ciò che desideriamo, alla nostra intenzione. Ma quando lanciamo nella nostra realtà” voglio essere sano, voglio essere felice..” e ci ritorna sofferenza e malattia, pensiamo che qualcosa, qualcuno ci abbia fatto un dispetto, diventiamo vittime.  
Possiamo invece correggere il tiro ed apprendere dall'effetto cosa correggere, utilizzare l'errore per conoscere  noi stessi e quella parte di noi che sabota il risultato atteso. Maggiore sarà la consapevolezza maggiore sarà la libertà , possiamo essere consapevoli artefici della nostra realtà.

La guarigione è già dentro di noi.
In Medicina Cinese l'energia, detta Qi, può essere considerata l'informazione che organizza la materia in un sistema energetico aperto che comprende tutto il cosmo, dai fenomeni climatici ai nostri organi, alle nostre emozioni. Tutto è connesso ed interdipendente.
La visione Taoista, alla base di questa antica Medicina,  ci stupisce per la sua vicinanza con la moderna fisica, la stessa materia è energia: “Il Qi si aggrega per creare le forme visibili e si disaggrega per costituire il substrato delle mutazioni.”
La materia, il nostro corpo assume forma e funzione grazie al “programma” Qi che scorre in noi mantenendo, ricreando l'equilibrio che chiamiamo benessere, la sua forza motrice  non è la ragione ma l'Intenzione. L'alterazione dello scorrere del Qi esita nella malattia di cui la causa prevalente sono le emozioni disarmoniche quindi è la mente che devia il corso di questa intelligenza naturale.
Per manifestare una malattia ci sono voluti anni, generazioni.
Quando la manifestazione diventa materia sarà più difficile da far regredire, ma tutti gli anni precedenti, in cui la disarmonia riguarda l'energia, sono una grande opportunità per riequilibrare le condizioni quali il cibo, le abitudini di vita, i sentimenti.
Curare i sani, prima della manifestazione che chiamiamo malattia, è la più grande opportunità della Medicina. Un detto Giapponese recita: “il bravo medico è colui che, nel luogo dove vive  non fa manifestare la malattia.

La guarigione è corpo e mente insieme, l'Oriente, che non ha mai separato, pone al centro l'energia come comune forza di guarigione.
In occidente, fino ad un certo periodo storico, c'era l'uomo ammalato, poi è diventato  l'organo malato ed è l'inizio della medicina tecno-statistica che attualmente vacilla nelle sue fondamenta.
Guarire non si limita ad eliminare i sintomi ma va all'origine olistica della malattia, alla radice non solo alla manifestazione: aver eradicato un tumore ma essere infelici non è un buon risultato.
Se ti sei ammalato qualcosa non va nella tua vita, per guarire e stabilizzare la salute devi capire e cambiare.

La medicina-materia  attuale risente di una certa latenza  rispetto alle recenti scoperte della fisica  e delle neuro-scienze che  hanno modificato  la visione dell'uomo  non più  vittima passiva di cose che semplicemente accadono ma  architetto di una realtà partecipativa.
La visione cosmologica di Newton, lascia il posto alla teoria “delle stringhe”  che ci presenta  un universo composto da filamenti di energia che collegano in una rete tutta la materia.
Ogni cosa è connessa.
La teoria “della complessità” supera la semplicità della causa-effetto introducendo la partecipazione degli osservatori.
La  PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia) ci mostra in rete le connessioni mente-corpo.

Perchè dunque malattia e guarigione dovrebbero essere escluse dalle leggi universali?

Graziella Cortassa, perchè fare il medico

Perché ho scelto di essere un medico?
Credo che la curiosità essenziale per un essere vivente riguardi la vita e la morte e che ognuno , a seconda del proprio percorso evolutivo, maturi strategie per approfondire o per fuggire questa domanda, entrambi i percorsi non sono liberi da illusioni.
Ho studiato e praticato la medicina occidentale in diversi ambiti per oltre 20 anni ed è parte integrante dei miei strumenti, bisogna conoscere il linguaggio prevalente  per poter comunicare!
Il mio interesse per altre visioni dell'essere umano , come la Medicina Cinese,    è proseguito parallelamente al mio lavoro di medico occidentale come ricerca personale, finché non ho   realizzato che potesse diventare il mio lavoro.  
Da allora cerco di unire il mio curare alla mia ricerca spirituale studiando sistemi diversi di cura da poter condividere e sperimentare con le persone che si rivolgono a me.
Se la materia è parziale, la psiche un riflesso dell'anima ,costretta tra i condizionamenti della cosiddetta realtà, l'energia offre uno spazio all'uomo, tra terra e cielo.

Da pochi anni  ho lasciato il Servizio Pubblico e la struttura della medicina Ufficiale , è il regalo che mi sono fatta per i miei 50 anni ,per potermi dedicare totalmente a metodi di cura olistici che mi appassionano. Una scelta di libertà.
Uscire dal monopolio del pensiero medico è stato lento e progressivo: le mie prime esperienze  di qualcosa di inspiegabile ,secondo la ragione, furono da me criticate  per molto tempo, riconoscendo implicitamente al pensare l' egemonia sugli altri livelli della percezione.

Quando assistevo con ammirazione il mio maestro cinese curare con le mani ero convinta che non ci sarei mai riuscita, lui aveva questo potere invisibile che gli proveniva da una trasmissione, capii dopo tempo che aveva ragione, tutti possono, è una condizione naturale purché rimuovano l'ostacolo del giudizio, dell'impossibile. Il vero muro è la limitatezza dello spazio di possibilità che non  si può infrangere con la ragione né con la volontà ma attraverso una maturazione profonda alchemica in grado di detronizzare il cogito e riconoscere la naturale democrazia dei sensi.

Il mio percorso di medico da 30 anni è una ricerca, tutt'ora in corso, una stratificazione di conoscenze-esperienze dalla medicina occidentale a quella Cinese, fitoterapia, meditazione, psicoterapia, ipnosi, sciamanesimo, attraverso i grandi sistemi di pensiero dell'umanità con interesse, apertura  ed il  coraggio di rischiare nonostante l'impotenza ed una conoscenza sempre parziale.
Nel nuovo Rinascimento Culturale, in cui stiamo vivendo, le Conoscenze che a lungo sono state   erroneamente separate, concordano: Fisica, Spiritualità, Neurofisiologia dialogano con i grandi Sistemi di Pensiero dell'umanità.
Nel nuovo Rinascimento la Medicina è una contaminazione di conoscenze, le fondamenta del concetto di Materia e quindi di Malattia, si sgretolano e tutti noi, medici e pazienti dobbiamo abbandonare le vecchie credenze per fare un passo oltre i confini della realtà condivisa.

Nella mia attività clinica fondo esperienze , conoscenze ed intuizioni stratificate e contaminate dalle mia ricerca. Sarei disonesta e sicuramente presuntuosa a pensare che il mio intervento abbia modificato il corso della vita di una persona, io  cerco di guardare nella direzione dell'equilibrio che è inscritto nelle sue cellule,  dipende a quale punto intervengo nella sua evoluzione personale, può essere un punto critico  che può far basculare il sistema nella direzione del benessere.
La malattia può essere una opportunità ma non tutti possono coglierla come tale, per alcuni è un accesso momentaneo alla  consapevolezza che un terapeuta può sostenere.
Per trasformare la sofferenza, l'esperienza dell'impermanenza in una visione profonda  occorre passare una porta, ci vogliono le condizioni, il coraggio, l'amore a volte la disperazione.

Lavoro in un  angolo discreto di Torino, la mia città, culla creativa di molte conoscenze e segreti intorno all'energia ad alla trasformazione.
Mi piace condividere , nelle mie lezioni, i percorsi che conosco e quelli che intravedo, la conoscenza è un processo collettivo in cui ognuno  amplifica la Visione , in spazi troppo angusti muore per questo l'Associazione Culturale Neishi che ho fondato vuole essere un crocevia di conoscenze e visioni.

Dr Graziella CORTASSA
medico chirurgo
specialista Diabetologia e malattie metaboliche
Agopuntura e Medicina Cinese
Farmacologia Fitoterapia Cinese
Docente F.I.S.A.
TORINO
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